Tuo figlio si ammala di “cancro”? Curalo, ma non dimenticare gli altri figli!

Tuo figlio si ammala di “cancro”? Curalo, ma non dimenticare gli altri figli!

Che ogni mamma abbia il suo “cocco” è un concetto vecchio come il mondo, presente nell’uomo ed anche nel mondo animale. Come stai al mondo può dipendere anche dall’errore genitoriale di indurre in te o nei tuoi fratelli dinamiche preferenziali.

Nell’attività clinica emerge spesso che la dinamica del “prefereziare” si sviluppa quando un figlio è in difficoltà. Ad esempio: Licia e Rossano sono i figli di una madre iperaccudente, ma molto centrata sull’estetica, sull’apparenza e sul finto moralismo. Ad un certo punto Rossano si ammala di tumore ed inizia percorsi terapeutici che durano oltre 5 anni, fino alla completa guarigione. La madre in quegli anni si concentra prevalentemente su Rossano e sulle dovute terapie.

Tutti potremmo dire che ha fatto bene! Ma come ha vissuto Licia dai 17 ai 23 anni?

Licia quasi non esisteva, non c’era spazio per i suoi vissuti, i suoi problemi erano secondari. Il fratello senza capelli meritava le giuste attenzioni, quindi Licia per esprimere minimamente i suoi bisogni doveva ribellarsi in modo evidente. Senza riferimenti, la ragazza si trova a vivere nella completa sregolatezza: perde anni scolastici, frequenta amicizie che la conducono alla droga, all’alcool ed alla svalutazione del proprio corpo e della propria persona. Licia trova un muro emotivo in famiglia ed ogni volta che prova ad infrangerlo si trova solo ad essere accusata e colpevolizzata. La ragazza in quegli anni subisce violenze di gruppo, cambia frequentemente relazioni, pratica autolesionismo, tenta il suicidio con i farmaci, mette in crisi la propria identità sessuale, etc. Di tutto questo i genitori non si accorgono, la etichettano come la “pazza”, la “sregolata”, quella che crea problemi quando le cose gravi sono altre.

 

Una malattia grave o un lutto importante possono sconvolgere la vita di chiunque, ma è proprio nei momenti di difficoltà che il genitore deve pensare all’economia emotiva di tutti i figli. Le priorità non devono giustificare “l’abbandono”. La madre di Licia, ha di fatto compiuto una scelta d’amore, salvando un figlio senza accorgersi dell’esigenze dell’altra figlia, che continua a convivere con un cancro diverso, quello dell’Anima.

Le preferenze genitoriali sono pericolose, generano rivalità tra fratelli, dove il preferito si sente amato, ma gli altri spesso restano oppressi dai sensi di colpa o da pensieri del tipo: “Dove ho sbagliato? Perchè mi trattano così? Che male ho fatto?

Un genitore ha il dovere di promuovere nei figli equità, autostima, positività, possibilità di ascolto e di dialogo.

Etichettare un figlio non è la soluzione! Non è dire “è matto” o “è ribelle”  che risolve il problema. I figli non nascono deviati! Un figlio si allontana, e forse mai completamente, dopo numerosi tentativi di contatto emotivo col genitore. È importante ascoltare, prendersi dei tempi da dedicare in modo equo ed esclusivo a tutti i figli. Quando un genitore sbaglia è giusto che lo ammetta e non fugga dalla realtà. Un figlio che manifesta disagi non è “cattivo”, sta semplicemente chiedendo aiuto!

sabato 08 giugno 2019

Le Vie del Benessere

Dott. Paolofabrizio De Luca
Psicologo - Psicoterapeuta - Consulente Tecnico d'Ufficio Tribunale di Napoli.
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