Dalla Depressione Maggiore alla Reattiva… per uscirne salviamo la mente!

In molti sappiamo cos’è la depressione, ma non tutti possiamo capire com’è difficile conviverci. In generale la depressione è un’alterazione costante del tono dell’umore, che si posiziona verso il basso perdendo la sua flessibilità e porta il soggetto  all'incapacità di reagire alle situazioni piacevoli e positive. La depressione deriva principalmente dalle delusioni che generano impotenza, ostinazione, incapacità di reazione, autocritica, insoddisfazione di ogni aspettativa.

C.G. Jung interpreta la depressione come un contenimento forzato di energia, incapace di liberarsi.

Come trascorre la giornata chi soffre di depressione?

La giornata del soggetto depresso si caratterizza per la presenza dei sentimenti di tristezza e indifferenza. Le complessità iniziano sin dal mattino con un’enorme difficoltà ad alzarsi dal letto ed iniziare la giornata. Il tempo percepito rallenta fino a fermarsi, con una compromissione delle prestazioni intellettuali.

 

Quando possiamo parlare di depressione?

Quando osserviamo la compresenza di vari elementi: umore depresso, alterazione di appetito e peso, perdita d’interessi, pensieri di morte, autosvalutazione, mancanza d’energia.

 

Tipi di depressione  

Attenzione perché le depressioni non sono tutte uguali! Possiamo distinguerle in:

Malinconiche (o endogene): sia periodiche che cliniche. Particolarmente indicata è la terapia farmacologica con antidepressivi e/o ansiolitici associata a trattamento psicologico.

Bipolari: si alternano sintomi depressivi e maniacali. Il soggetto si trova a passare, in lassi di tempo brevi o più lunghi, da condizioni di euforia, irrequietezza, loquacità, irritabilità e idee di grandezza, a periodi di angoscia, delusione e tristezza.

Somatogene: associate ad una patologia organica (es. tumore) o ad una disfunzione somatica (es. infezioni, operazioni chirurgiche).

Reattive (o Psicogene): legate a cause psicologiche riconoscibili (es. lutto, aborto, separazione).

Per le forme somatogene e per le reattive una giusta risposta coincide con l’intraprendere percorsi psicoterapeutici.

 

Perché la depressione maggiore fa così paura?

La “depressione maggiore”, o “depressione clinica”, “disturbo depressivo maggiore”, “depressione endogena”, “unipolare”, “depressione ricorrente” (in caso di ripetuti episodi) è una patologia psichiatrica o disturbo dell'umore, caratterizzata da episodi di umore depresso associati fondamentalmente ad uno scarso livello di autostima ed un’anedonia importante (mancanza di interesse o piacere nelle attività normalmente gradevoli). Il disturbo depressivo maggiore è una malattia piuttosto invalidante che coinvolge spesso sia la sfera affettiva che cognitiva della persona. La depressione maggiore fa così paura perché chi ne soffre pensa spesso che l’unica soluzione sia la morte. Tale sintomatologia influenza negativamente la vita familiare, lavorativa, lo studio, le abitudini alimentari, il sonno, la salute fisica. Tutto ciò produce un forte impatto sullo stile e la qualità della vita del depresso e dei suoi familiari.  

 

Il depresso … l’identikit!

1 sembra recitare un personaggio sino a divenire una caricatura di se stesso,

2 si prefigge e persegue obiettivi inutili,

3 riempie la mente di pensieri tossici, catastrofici e ripetitivi.   

L'identikit del depresso 

 

Per iniziare il processo di guarigione cosa serve?

Per uscire dalla depressione non è sufficiente fermarsi al sintomo e scoprire l’origine del disturbo. Occorre focalizzarsi sul senso di quel fenomeno depressivo in quel momento di vita. La ciclicità degli errori quotidiani spegne la parte celebrale (ipotalamica limbica) nella quale ha sede la nostra natura più vera. Se cadiamo in depressione tendiamo a ripetere le stesse azioni, tendiamo a parlare poco e con frasi fatte. Per attivare il processo di guarigione bisogna abbandonare la caricatura che impersoniamo. È proprio nei sintomi la chiave della rinascita. Ad esempio, il silenzio serve come invito alla purificazione dalle parole inutili; l’immobilità frena le azioni meccaniche; l’assenza degli affetti permette di ristabilire il giusto spazio tra se e gli altri; etc.

 

Cosa possiamo fare praticamente?

Riprendere, al più presto, le redini della propria vita, smettendo di realizzare cose che non ci appartengono, che non caratterizzano l’essenza della nostra Anima. Quando iniziamo il cambiamento avviamo la rottura delle strutture neuro-chimiche che si sono attivate e ripristiniamo lo schema nervoso funzionale a quelle che sono le nostre caratteristiche personologiche spontanee.

La depressione non è una condanna inappellabile, ma un processo di trasformazione dell’Anima, che comprende il passaggio sull’altalena del dolore e della speranza.

Trattare questo sintomo unicamente con la terapia farmacologica significa negare se stessi e le proprie potenzialità creative!

altalena

 

Quanto dura la terapia della depressione?

Nessuno può dire a priori quanto tempo serve per uscire dalla depressione. I tempi di guarigione non sono preventivabili e dipendono dalla costituzione dell’individuo. Ci sono persone che in psicoterapia, trovata la giusta motivazione al cambiamento, reagiscono prontamente, ma sono la minoranza. Ognuno ha un suo tempo bio-psicologico per trovare i nuovi equilibri verso la spontaneità ed accogliere il proprio progetto di vita fatto di autostima, felicità e benessere.

                                                                                                                                       Paolofabrizio De Luca

domenica 03 giugno 2018

Le Vie del Benessere

Dott. Paolofabrizio De Luca
Psicologo - Psicoterapeuta - Consulente Tecnico d'Ufficio Tribunale di Napoli.
Studio in Via Gian Lorenzo Bernini 85 - 80129 Vomero - Napoli. Tel. 3937763680
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